Il ciuccio

L’utilizzo di un oggetto ( fazzoletto o bastoncino) da succhiare o masticare, con effetto consolatorio e calmante, è un fenomeno antico, presente gia’  agli inizi del secolo scorso.

Alla nascita, nel  neonato sono presenti alcuni riflessi primitivi, molto importanti per lo sviluppo del bambino.

Uno di questi è il riflesso di suzione, che è presente alla nascita e intorno ai 4 mesi tende a scomparire.

Si evidenzia  facilmente introducendo il capezzolo, un dito o un ciuccio nel cavo orale.

Il neonato esegue un movimento molto forte ed  e ‘  fondamentale  per  l’allattamento materno, perché nell’allattamento artificiale, con il biberon, c’è meno necessità di succhiare per ricevere il latte.

Quindi  la suzione ha un ‘importanza fondamentale nei primi mesi di vita del neonato.

Anche nell’ambito della psicologia della sviluppo, Freud identifica il periodo che va’ dai 0 ai 12-18 mesi  circa, con  la fase orale, sottolineando l’importanza della suzione e della cavità orale nell’esplorazione del mondo e nello sviluppo del bambino.

Tutto passa attraverso il cavo orale, il contatto con la madre, il nutrimento, il neonato ha tempi di veglia assai ridotti e quando è sveglio è solo  per  il tempo necessario ad alimentarsi.

Quindi l’uso del ciuccio ha una valenza importante nel neonato, infatti i neonati che non usano il ciuccio, dopo poco tempo,  non appena  imparano a portare le mani verso  il viso,molto spesso si mettono il dito in bocca.

Successivamente  dopo i 4 mesi il riflesso di suzione scompare e il bambino, pochi mesi dopo comincerà a ingerire alimenti semisolidi.

Quindi già verso i 7/8 mesi, il bambino migliora l’organizzazione dei muscoli della bocca e della gola e contemporaneamente  acquisisce il controllo del tronco e riesce a stare seduto.

Quindi diciamo che se  dovessimo  attenerci prettamente agli aspetti dello sviluppo della capacità di alimentarsi del bambino e quindi della muscolatura orale, il ciuccio perderebbe il suo significato intorno ai 7 mesi quando inizia la masticazione.

Ma in questo  discorso però non si dà importanza alla funzione prettamente consolatoria che ha il ciuccio e che continua a mantenere  anche dopo le varie acquisizioni nello sviluppo dell’alimentazione del bambino.

Questa funzione consolatoria è molto forte e importante e di conseguenza è necessario porle l’attenzione che merita.

Mantenere il ciuccio oltre i tre anni di età è chiaramente sconsigliato per gli effetti che ha sulla morfologia del palato e sulla masticazione, ma l’eliminazione del ciuccio non può comunque essere drastica, se il bambino  non è d’accordo.

Si è potuto osservare che togliere il ciuccio nel periodo estivo quando il bambino passa più tempo con i propri genitori e quando è più rilassato è sicuramente un’indicazione da seguire.

Come è chiaramente sconsigliato, far sparire il ciuccio durante un periodo stressante per il bambino, malattie , inserimento al nido ecc.

Si è potuto notare che molti bambini lasciano il ciuccio, quasi spontaneamente,  quando si rendono conto che è una cosa dannosa per loro, ( il ciuccio ti ha fatto venire la febbre o irritare le labbra, ecc), in quei casi spesso, non sono necessari molti sforzi  affinche’ sia lo stesso bambino a rinunciarci.

Spesso l’uso della ricompensa può essere una soluzione, ma solo se il bambino e’ già predisposto a lasciare il ciuccio, altrimenti si rischia di incorrere in numerosissimi acquisti senza risultato.

L’intenzione di voler lasciare il ciuccio deve venire dal bambino, il bambino deve essere preparato e accompagnato in questa scelta,  ma non dovrebbe essere costretto.

La volontà del bambino è importante, il bambino deve sempre sentirsi rispettato,  costringerlo a rinunciare al ciuccio, facendolo piangere ininterrottamente per ore e giorni non è corretto, come non è  corretto, quando il bambino, non è più un neonato, utilizzare  indiscriminatamente il ciuccio, ogni qual volta piange, sarebbe  meglio,   prima di darglielo,  provare a capire il motivo del pianto.

Si può spiegare al bambino che quando si diventa grandi non c’è più bisogno del ciuccio e che  tutti i bimbi se lo tolgono perché fa diventare i denti storti.

A Copenaghen è presente la tradizione di legare il ciuccio, che non si vuole più, ai rami di un grande albero, dove tutti i bimbi compiono la stessa azione , così questo  albero ha i rami completamente  pieni di ciucci e dopo un certo periodo di tempo ,  viene ripulito.

Togliere il ciuccio al proprio bimbo non è uno scherzo, ma neanche impossibile, impuntarsi è sconsigliato, se il bambino ancora non è pronto, è meglio aspettare, ma non rinunciare e  cogliere le occasioni giuste per riprovare.

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