Il Pianto del bambino

 Tutti i bambini piangono, alcuni di più e alcuni di meno, alcuni piangono sempre e molto forte, altri raramente e in maniera timida, alcuni qualche mese prima non piangevano, poi hanno cominciato a farlo, altri hanno smesso.

Tutti i bambini piangono e questo crea turbamento, nella madre e nelle figure di accudimento, ed è una cosa normale, anzi se non creasse un certo disagio, significherebbe che il piccolo ci è alquanto indifferente e questa non è una cosa carina.

Ma perchè i bambini piangono?

Il primo pianto è quello che avviene alla nascita e lì in fondo, ci stà anche bene, dopo tutta la “fatica” per metterlo al mondo, ci mancava solo che uscisse fuori sghignazzando.

 Comunque il pianto alla nascita ha diverse e importanti funzioni.

  • Fa espandere i polmoni e li mette in funzione;
  • Contribuisce a liberare le vie respiratorie dal liquido, in modo da consentire l’assunzione di ossigeno;
  • E’ una parte importante della reazione del bambino allo stress della nascita che gli consente di cominciare a sopravvivere al di fuori del corpo materno.

 Inoltre, un noto professore di pediatria T. Berry Brazelton, ha descritto gli stati comportamentali del neonato, questi sono 3 :

  • Lo stato del sonno suddiviso in sonno tranquillo/profondo e in sonno attivo/leggero.
  • Lo stato transitorio o stato di sonnolenza
  • Lo stato di veglia, suddiviso in veglia quieta, veglia attiva e il pianto.

 

Quindi il pianto è uno degli stati fisiologici comportamentali del neonato.

Con questo non intendo dire che il bambino che piange deve essere lasciato a sè stesso o ignorato, anzi è più indicato rispondere tempestivamente a questo segnale, senza aver paura di “viziare il bambino”, (questo del viziare è un altro argomento su cui c’è molto da dire).

 In uno studio effettuato in un centro medico di San Paul-Ramsey dell’università del Minnesota sono state raccolte le lacrime di piangenti volontari, lo studio della struttura molecolare delle lacrime, ha evidenziato la presenza di prolattina, ACTH, lisozima ed enkefalina. Secondo il dott. William H. Frey, la prolattina spiegherebbe perchè le donne piangono quattro volte più degli uomini ( in genere).

Il pianto produce enkefalina, un oppioide endogeno e potente anestetico, liberato dall’ipofisi in presenza di dolore acuto.

La funzione principale del pianto è quella appunto di scaricare la tensione accumulata, rilassando i muscoli.

Il bambino piange perchè inizialmente quello è l’unico mezzo di comunicazione che possiede, quindi attraverso il pianto vuole dirci qualcosa. Ascoltare il proprio bambino e capire cosa vuole non è opera semplice.

Prima di tutto è necessaria l’intenzione all’ascolto e la capacità di empatia ( cioè la volontà di immedesimarsi nell’altro, nei suoi pensieri, nei suoi desideri), inoltre è necessario il tempo e la pazienza, perchè solo dedicando molto tempo al bambino impariamo a conoscere i suoi segnali.

E’ un “lavoro” molto impegnativo, proprio per questo almeno all’inizio, la madre dovrebbe essere sostenuta dai vari parenti, i quali invece di piantonarsi in casa vicino al piccolo, dovrebbero occuparsi di tutto ciò che riguarda la routine quotidiana (spesa, pulizie, alimentazione ecc.).

 Altri motivi per cui il neonato può piangere sono: la fame, il sonno, l’eccessiva stimolazione, il malessere.

Inoltre, c’è anche il pianto da dolore acuto, che si riconosce proprio per il suo alto grado di intensità e durata, al quale ogni genitore purtroppo è sottoposto prima o dopo.

In quei casi, si è colti da una sorta di panico mai provato, perchè hai un essere piccolo e indifeso che soffre fortemente e non ti può comunicare la causa del dolore e tu genitore che hai tentato tutti gli stratagemmi a tua conoscenza (camomilla, mylicon, cullamento passeggiata, pancia sotto, massaggio, fasciamento) senza alcuna risposta positiva, non sai più cosa fare.

E’ chiaro che in questi casi il pediatra vi avrà precedentemente informato su come comportarvi (portarlo da lui o andare direttamente al pronto soccorso).

Chiaramente questa è una situazione estrema in cui il pianto del bambino è il segnale di un malessere che và curato.

Insomma i bambini piangono e spesso i genitori devono sopportare la frustrazione di non riuscire a calmarli e resistere all’idea di lanciarli dalla finestra.

In quei casi provate ad allontanarvi e lasciare il bimbo, ad un altra persona (magari non a uno sconosciuto) respirate profondamente e contate fini a 10, se non basta continuate a contare, perchè quello stesso bambino che adesso considerate una specie di mostriciattolo è lo stesso che vi fa sorridere come mai nessun altro e che vi regala ogni giorno delle emozioni profonde.

Si sente spesso dire che la nascita di un bambino ti cambia la vita, a me piace dire che ti migliora la vita.

Un illuminato poeta ha così spiegato perchè piangono i bambini:

Piango fin che mi pare e piango più che posso.
Piango perchè non so parlare.
Piango per solidarietà con i miei amici.
Piango come piangono tutti i bambini del mondo.
Piango così qualcuno prima o poi verrà.
Piando perchè non so cosa fare.
Piango perchè sono stufo di guardare il soffitto bianco.
Piango perchè ho fatto tanta cacca.
Piango perchè ho caldo, perchè ho freddo,
perchè sto bene, ma non voglio darvi la soddisfazione.
Piango non so perchè, ditemelo voi se lo sapete,
oppure chiedetelo al pediatra che lui ha studiato.
Piango perchè per ora è la cosa che so fare meglio.
Piango perchè così creo un gran bel putiferio.
Piango perchè anche voi alla mia età piangevate.
Non ricordo più perchè ho iniziato a piangere,
ma prima un motivo sono sicuro che c’era.
Ovviamente piango perchè ho fame e
non arrivo ancora alla maniglia del frigo.
Dopo il pasto piango perchè ho mangiato troppo
e ho l’aria nella pancia.
Piangere per non fa male, non si muore di pianto,
anzi se non piangessi morirei.
QUando piango sono sicuro che vi ricordate di me
e che state male per me.
In realtà io non piango mai per niente, quando piango è perchè voglio
qualcosa e alla mia età i desideri e i bisogni corrispondono sempre.
Perciò non preoccupatevi troppo e sforzatevi invece di capire
di cosa ho bisogno, così ci mettiamo tutti calmi e tranquilli.
E fra poco si ricomincia…

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